L'homecare
Con il termine di "homecare", spesso tradotto
come "assistenza domiciliare", si definisce
la fornitura di servizi sanitari a casa del paziente
invece che in ospedale. |
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Il concetto di base è quello di predisporre un’organizzazione
in cui gli ospedali siano per definizione riservati a malati
veramente "acuti", per i quali siano richieste terapie
particolarmente complesse o trattamenti chirurgici: tutto
ciò non può che riqualificare le strutture ospedaliere
superando il sovraffollamento cronico dei reparti, i ricoveri
impropri e le degenze ingiustificatamente lunghe.
L’idea di effettuare dei servizi direttamente a domicilio
non è nuova: alcuni esempi risalgono addirittura al
400 d.c., quando a Costantinopoli alcune diaconesse si dedicarono
all’assistenza infermieristica a casa. Nel XIX secolo
si verificarono diverse iniziative soprattutto a Londra, Boston
e New York: e fu proprio in questa città che, nel 1947,
partì in primo programma di assistenza domiciliare
da parte del Montefiore Hospital effettuando prestazioni terapeutiche
a casa degli ammalati, usufruendo delle attrezzature ospedaliere.
Le prestazioni ospedaliere che più utilmente possono
essere trasferite a domicilio sono:
• la diagnosi e la valutazione funzionale;
• la terapia medica con necessità di controllo
continuativo o programmato;
• la cura del malato cronico o terminale;
• l’educazione sanitaria di orientamento in ambito
familiare.
Alcuni tipi d’assistenza, un tempo incentrati sull’ospedale,
risultano perciò sempre più orientati verso
l’ambito familiare: alcuni esempi sono l’ossigenazione
a lungo termine, compresa, quando necessario, la ventilazione
meccanica, la nutrizione enterale e parenterale totale, la
chemioterapia del cancro ed altre forme di terapia endovenosa,
l’assistenza ai malati terminali, la terapia del dolore,
la cura e l’assistenza delle persone anziane, tanto
più se malate, l’assistenza dei soggetti invalidi
e così via. I settori interessati sono quindi quelli
relativi alle malattie croniche ma non solo: si può
qui citare l’oncologia, la nutrizione, la nefrologia,
la cardiologia, la diabetologia, la pneumologia, la pediatria,
la disabilità, la riabilitazione. Inoltre la disponibilità
di attrezzature ed apparecchiature maneggevoli e di peso contenuto
(ecografi ed apparati radiologici portatili) facilmente trasportabili
e di semplice utilizzo anche se talvolta di limitate prestazioni,
ha favorito sicuramente un’assistenza medica domiciliare.
Alcuni degli obiettivi che l’assistenza domiciliare
si propone di perseguire sono elencati in tabella 3: si noti
che alcuni sono simili a quelli propri della telemedicina
che infatti talvolta cerca di estendere gli stessi principi
utilizzando particolari tecnologie e mezzi di comunicazione.
| Tabella
3: Obiettivi principali dell’assistenza domiciliare |
| Migliorare
la qualità della vita dei pazienti permettendo
loro di rimanere nel proprio ambiente domestico, a contatto
con i familiari e con gli amici; il beneficio psicologico
è particolarmente importante nel caso di pazienti
bambini o anziani, per i quali il ricovero in ospedale
risulta spesso controproducente. |
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Indurre nel paziente un atteggiamento positivo ed indipendente. |
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Rilevare assiduamente tutte quelle variazioni di ordine
fisico e clinico che comportino la necessità di
un cambiamento della terapia. |
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Curare il rispetto del programma terapeutico. |
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Diminuire i costi se comparati con quelli di degenza prolungata
in ambito ospedaliero o anche con ricoveri in istituti
appositi per convalescenti. |
Per quanto riguarda l’organizzazione di servizi di questo
tipo, occorre innanzitutto individuare la possibilità
di curare a casa il paziente, avere il suo consenso informato
ed un incontro con i familiari, esaminare le condizioni socio-economiche
e le risorse ambientali con sopralluogo di una équipe
medico-infermieristica, predisporre le opportune apparecchiature
a domicilio. Risulta altresì essenziale avere la possibilità
di un collegamento tra domicilio del paziente ed un punto
di riferimento in grado di rispondere ad eventuali richieste
di interventi urgenti e di soddisfare con consigli e suggerimenti
le esigenze sia del malato sia dei familiari. Le prestazioni
sanitarie devono essere assicurate dal medico di medicina
generale (medico di famiglia), da medici specialisti ambulatoriali,
da infermieri professionali, da terapisti della riabilitazione.
Si possono distinguere le seguenti diverse aree nell’ambito
della "homecare" che coinvolgono le telecomunicazioni:
• sistemi di telesoccorso (indicato talvolta come tele-allarme)
che consentono all’utente di richiedere aiuto, principalmente
in condizioni di emergenza: alcuni di questi sistemi fanno
uso di trasmettitori portatili e di dispositivi di ricezione
fissi collegati ad una rete di comunicazione; una centrale
garantisce interventi di emergenza personalizzati grazie alle
notizie contenute in una cartella informativa elettronica.
Il centro di assistenza deve raccogliere le richieste e le
segnalazioni comunque pervenute, valutare le richieste attraverso
un’indagine anche di carattere medico, organizzare i
vari tipi di intervento stabilendo eventuali piani di assistenza,
mantenere i rapporti ed i collegamenti tra le varie figure
professionali interessate ed utilizzate nel servizio, mantenere
uno schedario aggiornato dei casi seguiti. Esistono poi altri
sistemi più semplici che non si appoggiano ad un Centro
Servizi ma che si limitano ad effettuare una chiamata di richiesta
generica di aiuto utilizzando una lista di numeri privati
predefinita.
• sistemi di teleassistenza che assicurano un continuo
contatto con l’utente consentendo una prevenzione anche
sanitaria. Gli operatori della centrale seguono un programma
periodico di contatti con l’utente sia fornendo un supporto
psicologico sia rilevando le sue eventuali necessità:
in quest’ultimo caso vengono coinvolti gli appropriati
servizi pubblici e/o privati in grado di soddisfare in modo
adeguato alle richieste. In particolare possono essere fornite
le opportune informazioni agli operatori domiciliari consentendo
di effettuare interventi mirati e più efficienti.
• sistemi di telemonitoraggio che registrano e/o trasmettono
segnali di interesse medico (es. ECG, saturazione di ossigeno,
ecc..) anche talvolta in condizioni in cui il paziente stia
eseguendo le sue normali occupazioni: alcuni sistemi utilizzano
biosensori per misurare parametri fisiologici quali la pressione
del sangue, il livello di glucosio e la temperatura corporea.
Gli operatori possono così rilevare la comparsa o l’accentuarsi
di sintomi guida per le specifiche patologie o indicarli alle
strutture specialistiche preposte alla conduzione del paziente.
Il monitoraggio di alcuni parametri vitali è nato come
un’esigenza dei reparti di Terapia Intensiva, dove il
paziente, ivi degente, viene sottoposto a controlli di tipo
continuativo, date le sue gravi condizioni. Il telemonitoraggio
consente di sottoporre il paziente a controlli a distanza
periodici e/o per condizioni di emergenza. Si possono realizzare
diversi tipi di telemonitoraggio quali quello cardiaco, dialitico,
dei pazienti diabetici, delle gravidanze a rischio per la
gestante e/o per il feto. Il telemonitoraggio cardiaco, ad
esempio, si effettua per cardiopatici a rischio, pazienti
con pace-maker, pazienti sottoposti a terapie di cui si vuole
valutare l’efficacia (es. efficacia di un farmaco antiaritmico):
il cardiotelefono, pur nella sua semplicità, consente
al paziente di collegarsi con la centrale di ascolto, generalmente
rappresentata da un presidio ospedaliero, per trasmettere
l’elettrocardiogramma in determinate fasce orarie.
• sistemi di teleinformazione che consentono al paziente,
tramite una connessione che spesso prevede anche immagini,
di ottenere informazioni o di consultare esperti direttamente
da casa propria ed indifferentemente dalla loro distanza.
Una forma semplificata di questo tipo di servizio è
realizzata da alcune reti televisive regionali utilizzando
sistemi di videotext (Videotel): selezionando l’opportuna
pagina, vengono presentate sul video televisivo informazioni
sanitarie generali, orari e numeri telefonici relativi a particolari
richieste di prestazioni.
Si noti che specialmente il telesoccorso e la teleassistenza
stanno sempre più diffondendosi nel territorio nazionale:
alcune USL spesso richiedono all’utente di contribuire
solo con una spesa "una tantum" per l’acquisto
dell’apparecchiatura da installare a domicilio, fornendo
invece il servizio gratuitamente, almeno in una fase iniziale.
Spesso, soprattutto nel caso di teleassistenza, il servizio
viene fornito da volontariato.
Sono attualmente in atto corsi di formazione nell’ambito
dell’assistenza domiciliare, organizzati talvolta dalle
stesse USL o dagli Ordini dei Medici. In molte città
si tengono corsi di formazione teorico clinico e pratico relativi
all’assistenza domiciliare al paziente neoplastico.
Tale corsi si propongono di preparare il medico ad effettuare
a domicilio terapie specifiche quali la chemioterapia, la
terapia antalgico, la terapia antiemetica e dietologica, la
terapia correlata alle complicazioni ed alle emergenze del
caso ed il follow-up del paziente.
È importante introdurre inoltre il concetto di "centri
di eccellenza" che sicuramente permetterà un notevole
sviluppo e progresso della comunità medica, da un punto
di vista sia dei costi sia della qualità e della conoscenza
medica. Raggruppando infatti le risorse, in termini sia di
specialisti sia di apparecchiature, risulta possibile controllare
i sempre crescenti costi del sistema sanitario utilizzando
una economia di scala. I "centri di eccellenza"
concentreranno sempre più la conoscenza medica in un
determinato settore, riducendo in tale modo la ridondanza
nel sistema. Ciò risulta conveniente non solo per motivi
economici ma anche clinici. Infatti, nel caso di malattie
rare, si riesce a collezionare un numero sufficiente di casi
solo quando l’informazione e la conoscenza risultano
accentrate. Ad esempio, lo sviluppo ed uso delle tecniche
di visualizzazione in 3D è un dominio molto specialistico
ed è quindi ragionevole concentrare queste capacità
umane e tecniche in un centro apposito di riferimento. Anche
l’utilizzo di servizi di elaborazione realizzabili in
computer remoti può costituire un’ulteriore possibilità
di risparmio delle risorse, ora disponibile grazie soprattutto
al possibile uso di reti a larga banda per il trasferimento
delle informazioni da elaborare.
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