Aree
di applicazione ed utenti
Le
aree di applicazione della telemedicina sono molteplici
ed in costante espansione:
|
|
•
l'emergenza sanitaria
• la teleassistenza domiciliare (“home care”),
• la diagnosi e le consultazioni remote (“second
opinion”)
• i sistemi informativi sanitari distribuiti
• i servizi ambulatoriali remotizzati con accesso a
servizi specialistici da parte di centri periferici
• lo scambio e la raccolta elettronica di dati, segnali
ed immagini a livello nazionale e internazionale
• la comunicazione tra e con i laboratori diagnostici
• l'educazione sanitaria continua
• la teledidattica tradizionale ed interattiva
I potenziali fruitori della telemedicina sono:
• personale medico,
• personale paramedico
• personale amministrativo e tecnico dell’area
sanitaria, responsabili di struttura e/o di servizi
• pazienti
• familiari dei pazienti
• operatori in strutture sanitarie
• tecnici
TELEMEDICINA
– ASPETTI TECNICI
A
livello base assistenza sanitaria on-line significa scambio
di informazioni mediche fra medici e fra medico e paziente,
in modo veloce e sicuro. In questo caso uno dei problemi da
risolvere è quello relativo alla sicurezza della trasmissione
delle informazioni. È un problema di carattere molto
generale, quando si parla di Rete, di Internet: basti pensare
ai problemi relativi allo scambio di email riservati oppure
dell’utilizzo della carta di credito on-line: occorre
mettere a punto una serie di codici che criptano i numeri
della carta e li rendono intelligibili solo a chi è
esplicitamente autorizzato al loro utilizzo.
Analoghi problemi ci sono anche quando si parla di telemedicina:
due medici devono essere sicuri di potersi scambiare, per
esempio, pareri diagnostici su una certa persona senza che
terzi posa cogliere frammenti di “conversazione”,
negando la privacy del paziente. Di questo si occupa il consorzio
Telemedicine Alliance, di cui fanno parte, fra le altre, l’ESA
e la Commissione Europea.
ALCUNI PROGETTI CONCRETI
Dal 1998 nelle regioni del Newfoundland e Labrador, in Canada,
sono attive delle reti di comunicazione via satellite che
collegano i centri rurali agli ospedali cittadini. E questo
consente di prestare soccorso ai pazienti senza obbligarli
a trasferimenti difficoltosi. In questo caso assistenza sanitaria
on-line significa mettere in condizione un medico che si trova,
per esempio a 450 km di distanza, di vedere perfettamente
un paziente, di poterlo analizzare, di poterci parlare, di
scambiare dati medici raccolti da strumenti che operano sul
paziente. Questo presuppone una tecnologia notevole, che già
possediamo, e la realizzazione di comunicazioni multimediali
a banda larga, cioè la trasmissione di un numero considerevole
di dati in tempi rapidissimi.
Ma le cose non si sono fermate qui: nel dicembre del 2002,
una collaborazione tra ESA e diversi istituti di ricerca francesi,
ha permesso a un radiologo dell’ospedale Sant’Anna
di Tolone di effettuare un’ecografia su un paziente
che si trovava sulla nave ospedale francese Sirocco, utilizzando
un braccio robotizzato. In questo caso, quindi, non si è
trattato solo di una diagnosi a distanza, ma di un esame vero
e proprio fatto a distanza.
Nel
corso del 2001 l’ESA ha attrezzato alcune autoambulanze
con un’unità “Mobimed”, con la quale
si controlla il funzionamento cardiaco attraverso un elettrocardiogramma.
Inoltre Mobimed misura il battito cardiaco, la pressione e
l’ossigenazione del sangue. I dati sullo stato di salute
del paziente trasportato vengono inviati direttamente all’ospedale
verso cui l’ambulanza si sta dirigendo, anch’esso
attrezzato opportunamente. Questo permette due cose: il controllo
diretto dello stato di salute del paziente da parte dei medici
ospedalieri e la preparazione della struttura di soccorso
e delle cure necessarie. La comunicazione fra la struttura
mobile utilizza non solo segnali radio, ma anche segnali satellitari,
che raggiungono quei luoghi nei quali non vi è copertura
sufficiente per le vie tradizionali.
Un
sistema per l’intervento medico a distanza è
stato avviato nel 1996, nell’ambito del piano di pace
nei Balcani, a supporto del Reparto di Sanità “Centauro”
della Difesa italiana in Bosnia Erzegovina e al Centro Clinico
dell’Università di Sarajevo. Il progetto utilizzava
il satellite II-F4 dell’operatore europeo Eutelsat per
lo scambio di dati (raggi X, esempi grafici di patologie)
tra un camion attrezzato mobile e gli operatori fissi.
|