2003:
Anno Europeo delle Persone Disabili
L'Anno
Europeo delle Persone Disabili sancisce
l'impegno dell'Unione per la determinazione e la salvaguardia
dei diritti delle persone disabili e per il sostegno
delle politiche comunitarie a favore della disabilità.
Politiche che sono realizzate da diversi organismi a
livello europeo. |
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Secondo
le stime ufficiali le persone disabili che vivono negli stati
dell'Unione Europea sono circa 38 milioni. Una percentuale
pari al 10% dell'intera popolazione. Una fetta consistente
di cittadini europei che vivono in condizioni diverse a seconda
degli Stati di appartenenza, accomunati però dalle
medesime esigenze e necessità.
Una delle tappe fondamentali per il riconoscimento delle persone
disabili in ambito europeo è avvenuto nel luglio del
1996 con il documento della Commissione « Una nuova
strategia delle Comunità Europea nei confronti delle
persone disabili» da cui prese il via l'iter per la
risoluzione del Consiglio del dicembre 96. Si tratta di un
documento che pose le basi per una reale politica d'integrazione,
e per il passaggio dal concetto di adattabilità a quello
di integrazione delle persone disabili in tutti gli ambiti
della vita sociale.
Nel 1999 con il trattato di Amsterdam la disabilità
è ufficialmente entrata nelle disposizioni dell'Unione
con le dichiarazioni contenute nell'articolo 13 del Trattato
dell'Unione che prevedono la forme di discriminazione da combattere
anche quelle per motivi di disabilità. Inoltre sono
sanciti i diritti dei lavoratori disabili e le condizioni
per il loro rispetto.
All'interno dell'Unione operano numerose associazioni che
rappresentano le persone disabili. Per coordinare l'attività
dei singoli Stati è nato, nel 1996, il Forum Europeo
per la Disabilità (Edf). L'Organizzazione è
formata dai Consigli nazionali della disabilità dei
15 Paesi dell'UE a cui vanno aggiunti anche rappresentanti
di Norvegia e l'Islanda. E' stato anche grazie al lavoro dell'Edf
che il 3 dicembre del 2001 la Commissione Europea ha indetto
l'Anno Europeo per le Persone Disabili da tenersi nel 2003.
Ma anche nel Parlamento Europeo esistono rappresentanti che
si occupano specificatamente delle politiche che riguardano
la disabilità. Si tratta dell'Intergruppo Disabilità
che ha lo scopo di presentare, all'interno dei lavori del
Parlamento e delle varie commissioni permanenti, emendamenti,
suggerimenti, proposte e mozioni che riguardino le persone
disabili, i loro diritti e le loro necessità. Formato
da un nucleo trasversale di centocinquanta parlamentari europei,
fra questi una quarantina opera attivamente e costantemente,
l'Intergruppo Disabilità, nato nel 1980, è presieduto
dall'inglese Richard Howitt e opera in stretto contatto con
il Forum Europeo sulla Disabilità.
L'Integruppo lavora per proteggere i diritti delle persone
disabili in una opera di informazione e proposizione politica
ma anche tramite un rapporto diretto fra le realtà
dei singoli Stati, i cittadini e il potere legislativo in
ambito comunitario. Le riunioni dell'Intergruppo di tengono
a Strasburgo ogni due mesi, e in esse si discutono le questioni
che riguardano le persone disabili, i gruppi di disabili e
le istituzioni dell'UE.
Recentemente l'Intergruppo ha presentato una richiesta per
incrementare il budget dell'Anno Europeo di 700mila euro per
sostenere il coinvolgimento transnazionale nelle iniziative
e per co-finanziare alcune delle spese per la Manifestazione
del Parlamento delle Persone Disabili nel 2003.
L'Intergruppo lavora per promuovere direttive comunitarie
sugli argomenti che più interessano il mondo della
disabilità come ad esempio il lavoro e l'integrazione.
«Negli ultimi cinque anni è in corso una netta
evoluzione della strategia per garantire il diritto al lavoro
delle persone disabili in Europa – spiega Helen Clarke
della Commissione Europea – che sono contenuti nella
valutazione della Commissione Europea sulla Strategia Europea
sull'Occupazione. I lavoratori disabili hanno ricevuto un
riconoscimento esplicito nelle prime linee guida sull'occupazione
poi confermato nel Summit di Lisbona dove la problematica
si è allargata agli aspetti dell'integrazione sociale».
Ma le politiche attuate a livello europeo dalla Commissione
riguardano molte altri ambiti. Sono in discussione proposte
per emanare disposizioni e direttive sull'accessibilità
e l'abbattimento delle barriere architettoniche, sono state
recentemente licenziate indicazioni sui sistemi di trasporto
accessibili negli Stati membri e ogni anno viene realizzato
un report sullo stato delle politiche sociali dove sono inclusi
capitoli sulla condizione e la situazione delle persone disabili
in Europa. |